BENZINAI E MECCANICI: VERSO UN FUTURO "ELETTRICO" ?

Costruire una rete capillare di colonnine per la ricarica elettrica, permettendo anche alle auto a batteria di percorrere qualsiasi strada e qualsiasi distanza senza la paura di dover rimanere a “secco”. E’ questo l’obiettivo di Eva+, il progetto di mobilità elettrica, coordinato da Enel, a cui partecipano Verbund, Renault, Nissan, BMW e Volkswagen Group Italia (rappresentata dalle marche Volkswagen e Audi) e co-finanziato dalla Commissione Europea.

Ed è con questo obiettivo che nel 2017 è stata inaugurata la stazione di ricarica veloce Fast Recharge (nella foto) presso il distributore IP, del Gruppo api, a Cormano, in provincia di Milano. È stata la prima di 20 colonnine posizionate sulle strade a lunga percorrenza che rientrano nell’ambito del progetto. La colonnina si basa su una tecnologia interamente sviluppata  da Enel che garantisce un pieno di energia in meno di 20 minuti, compatibile con tutti i veicoli elettrici in commercio e nel rispetto dei più alti standard di sicurezza.

La mobilità elettrica è una grande trasformazione in corso che l’evoluzione della tecnologia sta spingendo.  In questo contesto l’Italia, che è uno dei pochi paesi al mondo ad avere completamente digitalizzato la rete di distribuzione elettrica, ha una grande possibilità. Siamo partiti con un programma che doterà il Paese di un’infrastruttura moderna e capillare. Le prime 30 colonnine installate nell’ambito del progetto EVA+, tra cui questa inaugurata a Corsico con Gruppo api, permettono di ricaricare l’auto elettrica anche nelle aree extraurbane e in tempi rapidi, in modo da consentire l’utilizzo del veicolo elettrico non solo in città ma anche per tratte più lunghe come quella Roma-Milano”, ha detto Francesco Venturini, Direttore della Divisione Globale e-Solutions di Enel.

L’installazione nel distributore di Cormano è stato il primo importante risultato del protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre da Enel e Gruppo api – ha dichiarato Stefano Sterpone,  Direttore Commerciale Rete del Gruppo api- Ciò contribuisce allo sviluppo della nostra offerta di prodotti. Uno sviluppo che ha al centro il cliente, a cui la nostra rete vuole fornire una scelta diversificata di energia per la mobilità”.

Il progetto Eva+ prevede l’installazione, in tre anni lungo le tratte extraurbane, di 200 colonnine di ricarica veloce, 180 in Italia e le altre 20 in Austria.Il futuro della mobilità passa per i veicoli elettrici e quelli che si guidano da soli, che sono sempre più diffusi e potrebbero presto mutare radicalmente le abitudini dei consumatori, a cominciare dal banale gesto di fermarsi per fare benzina.

Del resto, negli Stati Uniti, la crisi che affrontano in questo momento le grandi catene commerciali di fronte alla minaccia rappresentata da Amazon e alle mutate abitudini degli adolescenti (che comprano sempre più online) potrebbe mettere presto in ginocchio anche il settore dei cosiddetti convenience store. Parliamo dei circa 150.000 negozi che di solito sono associati ad un’area di servizio per il rifornimento di carburante (qui viene venduto l’80% consumato nel Paese, assieme a 200 miliardi di dollari di cibo e altri prodotti). Nonostante la minaccia, soltanto pochi negozi sembrano preparati all’avvento della nuova generazione di automobili, sulla quale ormai stanno puntando diversi colossi di Silicon Valley, oltre che al campione specializzato del settore, Tesla Motors.

Al contrario, il segmento alimentare sta riuscendo ad adattarsi più facilmente, con giganti come Kroger, Walmart e Whole Foods che stanno sperimentando nuovi metodi di erogazione delle merci: purtroppo per noi, senza l’intermediazione di lavoratori in carne ed ossa ma con l’impiego di negozi ambulanti controllati dall’intelligenza artificiale. Per le stazioni di servizio e i negozi tradizionali il vero problema è rappresentato dalle dimensioni ridotte e dalla rete di punti vendita sparpagliata sul territorio, che non aiutano le economie di scala e gli investimenti e mettono a repentaglio l’esistenza di questi luoghi familiari per gli automobilisti.

Secondo il sito Fast Company, una soluzione potrebbe arrivare da una nuova generazione di negozi semi-mobili, quasi fantascientici, “leggeri” e soprattutto senza dipendenti, accessibili tramite app dal cellulare e capaci di essere piazzati prima in un posto e poi in un’altro, anche nelle località più remote, con la possibilità di rivitalizzarle.

In collaborazione con 7-Eleven (la catena di convenience store più grande degli Stati Uniti) la divisione automobili di Toyota sta modificando i suoi veicoli autoguidati in modo che fungano da base per un possibile modello di consegne a domicilio senza intermediazione umana. Con Starbucks, invece, la società giapponese sta lavorando a un veicolo porta-caffè robotizzato.

C’è anche da dire che la principale produttrice di auto elettriche al mondo, quella di Elon Musk, da anni sta anticipando la costruzione di una rete impressionante di punti di ricarica per i suoi costosissimi veicoli, ma nella pratica siamo ancora lontani dagli obiettivi più ambiziosi e comunque questi supercharger non prevedono spazi di aggregazione o di consumo simili alle vecchie aree di servizio (spesso dotate anche di bagni).

Per il momento, la distribuzione attraverso i negozi fisici (i cosiddetti brick and mortar) rappresenta ancora il 91% di tutta la spesa degli americani. Ma a partire dagli anni Novanta la produttività delle grandi catene – che è il rapporto tra vendite e ore lavorate – è rimasta più o meno orizzontale, mentre quella dei negozi online è schizzata in su. Uno degli esempi più emblematici di questo cambio di paradigma è la catena Sears, finita in bancarotta dopo una crisi decennale, passando da un massimo di 350.000 dipendenti ai 68.000 di quest’anno, da 3.500 punti vendita a 700.

Lo stesso tipo di sfida potrebbe essere mortale per i convenience store che rischiano di ritrovarsi deserti con l’emergere delle auto del futuro senza più benzina. Secondo lAgenzia internazionale dell’energia (Iea) il numero di auto ibride elettriche e plug-in in circolazione ha superato nel 2017 i 3 milioni, con un aumento rispetto all’anno precedente pari al 54%. E gli incentivi pubblici e la riduzione del costo dell’energia elettrica potrebbero portare a 125 milioni di auto elettriche entro il 2030. Per le auto self-driving i tempi saranno inevitabilmente più lenti, ma alcune previsioni degli esperti parlano di 33 milioni di veicoli in circolazione nel mondo per il 2040.

Considerando che in molte zone rurali le stazioni di servizio old school sono spesso l’unica possibilità di contatto umano nel raggio di decine di miglia, come cambieranno le politiche che dovranno fare i conti con il loro tramonto? Come tutti gli scenari futuribili ci hanno insegnato in questi anni, di fronte ad ogni scenario di opportunità tecnologica bisogna imparare a fare i conti anche con le sue conseguenze economiche e sociali.

Anche le associazioni di categoria di meccanici, elettrauto ed autoriparatori stanno pensando a qualcosa del genere per evitare di rimanere, in un futuro tutt’altro che lontano, senza lavoro o quasi. Visto che anche le auto ibride, plug-in e totalmente elettriche avranno comunque bisogno di manutenzione, lecito pensare che in futuro anche queste strutture (pensiamo soprattutto a quelle lontane dai grandi centri cittadini) dovranno dotarsi di colonnine di ricarica, da utilizzare anche venendo incontro alle esigenze di quella clientela che lascerà l’auto in sosta per alcune ore per farla sottoporre ad interventi di manutenzione. 

(Si ringraziano Forbes e Start Magazine per la collaborazione). 

 G.M.

FINANZIAMENTI AUTO: IN ROSSO DA QUATTRO MESI

Anche in agosto 2019, dopo altri tre mesi in rosso, Il CRIF (Centrale Rischi Finanziari) segnala una pesante frenata nelle domande di finanziamento legate all’acquisto di un’auto a rate: -11,7 per cento rispetto al 2018, ancora più marcata rispetto al -11,3 per cento di maggio 2019 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In agosto del resto non a caso il calo delle immatricolazioni è stato del -3,15%.
Una situazione a detta degli addetti ai lavori provocata anche dal clima di incertezza che ha caratterizzato in estate lo scenario politico ed economico.
Quasi la metà delle richieste di finanziamento è stata presentata da clienti di età compresa fra 35 e 54 anni (46%) contro il 21,3% degli under 35 anni. Invece è stato riscontrato un 19,5% per la fascia tra 53 e 64 anni e un 10,4% per la fascia tra 65 e 74 anni. Molto basse le percentuali per gli over 74 anni (2,8%) e per la fascia tra 18 e 24 anni (5,4%).
Questa è una conferma indiretta di come il finanziamento tradizionale stia cedendo il passo ad altre formule, come la proposta Dexcar che consente con una spesa minima di guidare un'auto nuova per due anni con tutte le coperture e le garanzia del caso, proposta che sta diventando sempre più di attualità oltre ad essere particolarmente conveniente. 
 
G.M. 

ADDIO TRUFFA DEL CONTACHILOMETRI

Secondo alcune stime, lo scorso anno il contachilometri è stato manomesso su 2,5 milioni di i veicoli usati, con un danno economico che gli esperti dell'Automobil Club d'Italia valutano tra i 5,6 miliardi e i 9,6 miliardi di euro; proprio la truffa relativa ai chilometri, con la manomissione di questo ultimo per far risultare meno chilometri percorsi alla vettura e rivenderla quindi a un prezzo superiore, è una delle più in voga tra gli automobilisti disonesti.

Ecco il fascicolo digitale contro le truffe

Per cercare di arginare questo fenomeno sempre più presente, però, l'Aci ha deciso di scendere in campo con il "fascicolo digitale" del veicolo, uno strumento che renderà ancora più difficile manomettere i dati del veicolo mettendo un freno alle truffe sui contachilometri, certificando la reale percorrenza delle auto e attestando gli interventi di manutenzione effettuati. Realizzata in collaborazione con EY,  il fascicolo digitale si basa sulla tecnologia "blockchain" che, tramite la crittografia e la concatenazione dei dati, permette di certificare il ciclo di vita del veicolo attraverso la loro notarizzazione virtuale, all'interno di un'infrastruttura distribuita che consentirà di creare un ecosistema di interoperabilità.


Il fascicolo digitale sarà consultabile innanzitutto dal proprietario del veicolo tramite il proprio smartphone e visionabile su sua autorizzazione da terzi, ma soprattutto metterà al riparo i possibili acquirenti del suo veicolo da raggiri su percorrenze e sostituzione dei pezzi di ricambio. "Si tratta della prima applicazione smartphone al mondo che consente all'automobilista di disporre di dati certificati del proprio veicolo indipendentemente dal tipo di marca e modello. L'app permette di interconnettere l'intero ecosistema automotive, offrendo ai singoli operatori la possibilità di scambiarsi informazioni in un ambiente trust" sottolinea l'Aci, in prima fila contro le truffe automobilistiche. Una novità importante che, per la prima volta, permetterà anche ai vari operatori di scambiarsi dati reali rendendo così sempre più complicata la vita degli automobilisti disonesti.

 

AUTO A RATE: UNA CLASS ACTION DI ALTROCONSUMO

Da Altroconsumo: Hai acquistato un'auto a rate? Unisciti alla nostra class action. Gli accertamenti dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato non lasciano dubbi: tra il 2003 e il 2017 le finanziarie o le banche appartenenti ai gruppi automobilistici (le captive bank) hanno messo in piedi un cartello. I soggetti coinvolti si sono scambiati informazioni su prezzi e quantità, influenzando così il mercato e, di conseguenza, anche le offerte per i clienti finali. Questo si è tradotto in tassi di interesse sui prestiti più alti, ricaduti direttamente sui consumatori. Un danno economico evidente, per cui è arrivato il momento di pretendere un risarcimento. Chiediamo, per tutti i consumatori coinvolti, la restituzione totale degli interessi versati dall'inizio del finanziamento. A quanto ammontano gli interessi versati sui prestiti? La quota dipende ovviamente dal capitale finanziato e dal tasso applicato al momento della stipula. Per vederci chiaro abbiamo fatto qualche simulazione utilizzando i dati raccolti durante le nostre inchieste sui prestiti auto. Per chi ha acquistato una Fiat Punto 1200 nel 2012 stipulando un finanziamento da 48 mesi con FCA Bank, per esempio, la quota di interessi è stata pari a 1.894 euro. A chi ha scelto una Polo 1200 nello stesso anno, Volkswagen Financial ha fatto pagare 2.076 euro di interessi su un prestito da 48 mesi. Abbiamo analizzato anche i finanziamenti stipulati nel 2014, ipotizzando una durata di 36 mesi. Il range di interessi considerati a titolo di esempio è piuttosto ampio: si va da un minimo di 539,39 euro versati per l'acquisto di una Ford Fiesta MCA 1.2 60 cv 5 porte benzina per finanziamenti erogati da FCE Bank Ford Credit e si arriva ai 1409,08 euro per un prestito concesso da Mercedes-Benz Financial Services Italia a fronte dell'acquisto di una Classe A 160 CDI Automatic Night Edition.